Lupanare
E ora lasciamo i quartieri del lusso per tornare alla realtà. Se volete davvero conoscere Pompei, non potete limitarvi a visitare il Foro e le case dei ricchi. Benvenuti in uno dei locali più vivaci della città: il lupanare.
Niente nobili o politici da queste parti. Qui viene la gente comune. I signori non hanno bisogno di uscire di casa: gli basta schioccare le dita per servirsi a piacimento delle loro schiave e dei loro schiavi.
Ma credo che anche le ragazze che lavorano nel lupanare siano schiave, per la maggior parte. Alcune hanno nomi greci o orientali, dal sapore esotico, come Myrtale; chissà se si chiama davvero così o se ha scelto un nome d’arte… Non mancano neanche i ragazzi. Ma tutti fanno lo stesso lavoro: lupa significa prostituta.
È un posto alla buona: cinque stanzette con letti in muratura, e nessuna porta. Al massimo si può tirare una tenda, giusto per salvare le apparenze. Ma chi se ne preoccupa?
Molti lasciano la loro firma sul muro. Un cliente si è preso addirittura la briga di scrivere una citazione di Virgilio, il nostro poeta più famoso… perfino io l’ho studiato a scuola!
Mio padre mi ha proibito di venire qui. Ha paura che io spenda tutti i miei risparmi, oppure che mi innamori di una prostituta e mi metta in testa di sposarla. Insomma, la classica trama delle commedie di tre o quattro secoli fa! Del resto, papà è un tipo all’antica. Lui pensa che un ragazzo dovrebbe lavorare e obbedire ai genitori, e poi sposarsi, metter su famiglia… e ancora lavorare come un mulo fino alla vecchiaia.
Possibile che la vita sia tutta qui?
Niente nobili o politici da queste parti. Qui viene la gente comune. I signori non hanno bisogno di uscire di casa: gli basta schioccare le dita per servirsi a piacimento delle loro schiave e dei loro schiavi.
Ma credo che anche le ragazze che lavorano nel lupanare siano schiave, per la maggior parte. Alcune hanno nomi greci o orientali, dal sapore esotico, come Myrtale; chissà se si chiama davvero così o se ha scelto un nome d’arte… Non mancano neanche i ragazzi. Ma tutti fanno lo stesso lavoro: lupa significa prostituta.
È un posto alla buona: cinque stanzette con letti in muratura, e nessuna porta. Al massimo si può tirare una tenda, giusto per salvare le apparenze. Ma chi se ne preoccupa?
Molti lasciano la loro firma sul muro. Un cliente si è preso addirittura la briga di scrivere una citazione di Virgilio, il nostro poeta più famoso… perfino io l’ho studiato a scuola!
Mio padre mi ha proibito di venire qui. Ha paura che io spenda tutti i miei risparmi, oppure che mi innamori di una prostituta e mi metta in testa di sposarla. Insomma, la classica trama delle commedie di tre o quattro secoli fa! Del resto, papà è un tipo all’antica. Lui pensa che un ragazzo dovrebbe lavorare e obbedire ai genitori, e poi sposarsi, metter su famiglia… e ancora lavorare come un mulo fino alla vecchiaia.
Possibile che la vita sia tutta qui?
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