Schola Armaturarum
Davvero non so cosa ne sarà di quel ragazzo!
È il mio unico nipote, mi aspettavo grandi cose da lui. Poteva diventare un avvocato, o il segretario di qualche pezzo grosso, o perfino puntare a una carica politica!
Invece, niente. A scuola Marco ha imparato a malapena a leggere e, come se non bastasse, arrossisce quando deve parlare in pubblico. Allora ho pensato di avviarlo alla carriera militare: c’è sempre posto per un giovane sano e forte, nelle nostre legioni!
Durante la sua ultima visita l’ho portato alla schola armaturarum, la sede dell’associazione militare di cui faccio parte, qui a Pompei. La frequentano ragazzi di ottima famiglia. Noi soci anziani raccontiamo loro delle grandi battaglie e dei condottieri che hanno fatto la storia di Roma: roba che a scuola non si studia mai abbastanza, dico io!
Per creare la giusta atmosfera, gli armadi e gli scaffali alle pareti sono carichi di armi etrofei. E dopo la discussione si pranza tutti insieme con i prodotti tipici della tradizione romana. Abbiamo scorte di olio, vino e salsa di pesce da ogni parte dell’Impero! Di solito invitiamo anche un ospite d’onore: un veterano, a volte un ex gladiatore…
È questo che ci vuole per un giovane Romano, non certo bagni caldi e massaggi alle terme, spettacoli di attricette e bevute di vino scadente nei locali!
Eppure temo di aver fatto un altro buco nell’acqua. Marco non ha più voluto saperne di venire alla schola con me. Oggi è il mal di testa, ieri era una storta alla caviglia, domani sarà il torcicollo…
Povera Roma! Che gioventù!
È il mio unico nipote, mi aspettavo grandi cose da lui. Poteva diventare un avvocato, o il segretario di qualche pezzo grosso, o perfino puntare a una carica politica!
Invece, niente. A scuola Marco ha imparato a malapena a leggere e, come se non bastasse, arrossisce quando deve parlare in pubblico. Allora ho pensato di avviarlo alla carriera militare: c’è sempre posto per un giovane sano e forte, nelle nostre legioni!
Durante la sua ultima visita l’ho portato alla schola armaturarum, la sede dell’associazione militare di cui faccio parte, qui a Pompei. La frequentano ragazzi di ottima famiglia. Noi soci anziani raccontiamo loro delle grandi battaglie e dei condottieri che hanno fatto la storia di Roma: roba che a scuola non si studia mai abbastanza, dico io!
Per creare la giusta atmosfera, gli armadi e gli scaffali alle pareti sono carichi di armi etrofei. E dopo la discussione si pranza tutti insieme con i prodotti tipici della tradizione romana. Abbiamo scorte di olio, vino e salsa di pesce da ogni parte dell’Impero! Di solito invitiamo anche un ospite d’onore: un veterano, a volte un ex gladiatore…
È questo che ci vuole per un giovane Romano, non certo bagni caldi e massaggi alle terme, spettacoli di attricette e bevute di vino scadente nei locali!
Eppure temo di aver fatto un altro buco nell’acqua. Marco non ha più voluto saperne di venire alla schola con me. Oggi è il mal di testa, ieri era una storta alla caviglia, domani sarà il torcicollo…
Povera Roma! Che gioventù!
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