Ercole si presenta

  

Ehi, voi! Sì, dico a voialtri, laggiù, che vi guardate intorno con l’aria persa. Non pensate di fregarmi! Siete viaggiatori, vero? Volete curiosare nelle case degli ercolanesi…
Non credo proprio, cari miei! State parlando con il protettore di questa città. L’ho fondata io, tanto tempo fa, e le ho dato il mio nome: Herculàneum, Ercolano. Cercavo un angolo tranquillo dove tirare il fiato prima di affrontare un’altra delle mie imprese leggendarie… e non c’è posto migliore di questo per rilassarsi. Lo sapevano bene i ricchi Romani, che su questo tratto di costa si costruivano ville spettacolari!
Ma no, aspettate, ho dimenticato di nuovo il copione. Com’era? Ah, sì: prima di tutto devo presentarmi. Io sono Ercole, il più forte degli eroi. Quello delle dodici fatiche, avete presente?
E guai a chi mi tocca Ercolano! Duemila anni fa ho dovuto sopportare che il Vesuvio la seppellisse sotto una valanga di cenere e pietre bollenti. Poi sono arrivati i Borbone, che me l’hanno sforacchiata come un colabrodo, scavando cunicoli dappertutto per recuperare le statue antiche. Adesso ci mancate anche voi, con la vostra smania moderna di vedere e sapere tutto!
D’accordo, forse siamo partiti col piede sbagliato. Qui i forestieri sono sempre stati bene accolti. È un gioiellino, la mia Ercolano: piccola ma incantevole, ben piazzata tra due fiumi, con vista mare… non se ne fondano più, di città così! E va bene, dai, venite. Vi accompagnerò io a visitarla. Sappiate però che vi tengo d’occhio!

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